La giostra di Bendini

Lezioni sull’arte introdotte dal racconto che un’opera ha ispirato nella fantasia di uno scrittore. Mauro Papa, direttore del Centro documentazione arti visive di Grosseto, non ci ha chiesto una descrizione critica ma quali emozioni, pensieri e narrazioni suscitava in noi una opera d’arte. Ciascuno scrittore ne ha scelta una. Sono rimasta all’inizio perplessa di fronte alla “Giostra dell’Ippotoro” di Bendini. Con il mio animo giornalistico che sbuca fuori anche a mia insaputa ho cercato di informarmi, studiare, conoscere. E ho capito che così sarebbe venuto fuori un testo di fredda banalità. Allora ho guardato bene il quadro, ho chiuso gli occhi e mi sono lasciata andare…

Al museo di Storia naturale della Maremma di Grosseto, in strada Corsini 5, oggi (giovedì 3 marzo) alle 17.30, prosegue il nuovo corso d’arte “Tesori in Comune” del Cedav. Lo scopo degli incontri è far conoscere le opere d’arte moderna e contemporanea che entreranno a far parte della collezione delle Clarisse. Il Cedav ha chiesto ad alcuni scrittori grossetani di scrivere un breve racconto ispirato a un dipinto della collezione. La libera selezione che ne è derivata ha permesso di individuare gli autori che sono diventati i protagonisti delle lezioni del corso: Pascucci, Vagaggini, Bentivoglio, Patella, Guttuso, Bendini, Nanni, Nespolo, Vacchi e Bueno. Ogni incontro è introdotto dalla lettura del racconto e prosegue con una lezione, aperta e dialogica, sul contesto di produzione e ricezione delle opere scelte. Le lezioni sono tenute dal direttore del Cedav, Mauro Papa, e da altri storici e critici d’arte. All’incontro di oggi, dedicato a Bendini e agli sviluppi dell’informale, verrà presentato un mio racconto sospeso tra l’onirico e il razionale che sarà interpretato dall’attore Mirio Tozzini.

Vasco Bendini è stato uno dei pittori più importanti della seconda metà del Novecento. Nel 1953, mentre a Grosseto si disputava ancora tra pittura di macchia e neorealismo, Bendini esponeva a Firenze grandi tele astratte “bagnate di poco, rapsodico colore”. Precursore dell’arte informale in Italia, nel 1995 ha donato al Comune di Grosseto un’opera monumentale ebellissima: “La giostra dell’Ippotoro”.

 

 

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