Giusy, una bellezza da David

È Giusy Lodi l’assoluta protagonista del cortometraggio “Bellissima”, diretto dal regista Alessandro Capitani che ha conquistato il David di Donatello 2016. Ha sedotto i giurati di molti festival in Italia e all’estero, che l’hanno giudicata “miglior attrice”, con il suo viso in lacrime e poi sorridente, la naturalezza del suo confrontarsi con un corteggiatore “bello più di Brad Pitt” alla distanza di sicurezza offerta da un muro di un bagno rifugio.

Giusy interpreta il ruolo di Veronica, una ventenne che si sente imprigionata nel suo corpo obeso. Durante una festa in discoteca subisce lo scherno di un ragazzo, che la prende in giro proprio per il suo aspetto fisico. Disperata, Veronica si nasconde nei bagni della discoteca convinta che fra le mura chiuse di quel posto nessuno possa vederla e giudicarla. Il destino, però, ha in serbo una piacevole sorpresa per lei…

La cerimonia della 60esima edizione dei Premi David di Donatello, condotta quest’anno da Alessandro Cattelan, si terrà lunedì 18 aprile e sarà trasmessa in diretta e in esclusiva su Sky Cinema 1 HD, TV8, Sky Uno HD e su Sky Cinema HD – David di Donatello (canale 304). A stringere la statuetta per il miglior corto ci sarà Alessandro Capitani con il cast di “Bellissima”: Giusy Lodi, Emanuele Vicorito, Antonio Orefice, Gennaro Cuomo, Sabrina Zazzaro, Giuseppe Landolfo.

In attesa della premiazione, ho parlato con il regista e la tanto sospirata protagonista.

Come scegli il cast?

Alessandro Capitani: “Per ‘Bellissima’ cercavamo una giovane in sovrappeso e non è stato facile trovare una ragazza disposta a raccontarsi per un suo difetto. Finché abbiamo incontrato Giusy e ci è sembrata subito perfetta a livello fisico e psicologico. Infatti Giusy ha superato questo complesso, si accetta per come è. Quindi con lei, per la recitazione, abbiamo fatto un lavoro di ricordo su come si sentiva quando si vergognava del proprio corpo. E poi Giusy ha un viso stupendo, un bel sorriso, un taglio degli occhi orientale che ci ha subito colpito. Per gli altri attori ci sono stati dei classici provini. Emanuele Vicorito, che interpreta Diego, è risultato molto convincente. Ci sono anche due cantanti baby melodici napoletani, adesso cresciuti, che conosco fin da quando erano piccoli, perché volevo fare un documentario su questo argomento. In genere, comunque, ogni progetto è a sé, cerco gli interpreti in base alla storia che voglio raccontare”.

Come ti sei trovata in questo ruolo?

Giusy Lodi: “Appena mi hanno visto mi hanno scelto. Questa è la mia prima esperienza al cinema, anzi di recitazione in assoluto. Ma Alessandro e Pina (Pina Turco, sceneggiatrice del corto insieme a Capitani) mi hanno aiutato tantissimo e li ringrazio infinitamente. Ad esempio non riuscivo a piangere per finta. Come fare? E Pina mi ha insegnato…”.

E con il regista ti sei sentita a tuo agio?

Giusy Lodi: “Con Alessandro lavorerei altre mille volte. È bravissimo, è una persona umile, gli auguro tutto il meglio nella carriera e nella vita”.

Ti saresti mai aspettata il David per il miglior corto?

Giusy Lodi: “Non mi aspettavo di ricevere tutti questi riconoscimenti e sono ancora emozionata all’idea del David”.

E ora che il cinema ti ha voluto, cosa farai?

Giusy Lodi: “Mi piacerebbe tantissimo continuare a lavorare in questo settore. Quindi ho pensato di iscrivermi a una agenzia. E magari cominciare a studiare recitazione”.

Che messaggio vuole dare il corto?

Alessandro Capitani: “L’importanza dell’accettazione del proprio corpo e della scelta di prendere coraggio perché la bellezza è dentro di noi”.

Giusy Lodi: “Di accettarsi per come si è, ognuno di noi ha dei difetti. Mi trovo assolutamente bene con il mio corpo, mi piace truccarmi, vestirmi bene… Certo, bisogna avere attenzione per la salute e proprio per questo mi sono da poco operata per limitare l’obesità”.

Come è nata l’idea di Bellissima?

Alessandro Capitani: “Un giorno mi trovavo in un bagno, mentre stavamo girando una pubblicità. Il bagno era fatto come quello che si vede nel corto ‘Bellissima’, con il muro aperto che permette di sentire la voce. Ho udito un rumore e, temendo che qualcuno stesse male, ho cominciato a parlare con la persona che stava dentro, pur senza vederla. Questo è stato solo lo spunto da cui sono partito, poi l’idea è maturata e ho scritto la sceneggiatura insieme a Pina Turco (attrice di Gomorra la serie tv). Il muro che separa alla vista ma permette comunque di comunicare è una metafora dello schermo del computer. Chattiamo senza vederci e magari nemmeno conoscerci, su Facebook appariamo in foto che spesso ci mostrano molto più belli di quello che in realtà siamo. Sia il muro che lo schermo di un pc danno la sicurezza di una copertura, ma si deve trovare il coraggio di uscire allo scoperto. Proprio come succede a Veronica, che alla fine esce dal bagno della discoteca fregandosene di come la giudicheranno per il suo aspetto”.

Il corto è in napoletano, con i sottotitoli in italiano. Tutta la scena risulta più vera, intensa e particolare. Perché questa scelta?

Alessandro Capitani: “In napoletano il corto acquista una sua magia, trasportandoti in un mondo allegorico”.

Giusy Lodi: “Il corto in dialetto ha una forza in più, le parole acquistano maggiore significato. E a parlare in dialetto non mi sono dovuta sforzare. Sono napoletana!”.

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