“L’imperatore eretico” si svela in un carteggio

Un romanzo storico e allo stesso tempo intimista, che scava nelle profondità dell’animo umano e delle relazioni interpersonali. Nello splendido resort Locanda Rossa di Capalbio, immerso tra ulivi e macchia mediterranea, ho avuto il piacere di presentare il libro “L’imperatore eretico” di Giovanna Bettelli, pubblicato nel 2018 da Newton Compton Editori. Accolte dall’affascinante padrona di casa, Lorenza Jona Celesia, e dalla impeccabile direttrice Barbara Valleggi, sulle poltrone di fronte al pubblico si sono sedute alternandosi al microfono oltre all’autrice e a me: la giornalista Flaminia Marinaro, l’attrice e doppiatrice Carolina Zaccarini.

La presentazione del romanzo è stato l’incipit di una bellissima serata di tarda estate: in un’atmosfera di festa hanno sfilato, a bordo piscina, modelle in kimono di seta della stilista Gaia Moncada. Musica dal vivo e cocktail, i gioielli di Lucia Odescalchi, le borse del brand romano fondato da Maria Cristina Gasche, gli oggetti originali e unici di arredamento scovati in giro per il mondo da Anna e Luciana di Magazzino 23.9 adagiati nel giardino ad anfiteatro. Prelibatezze da gustare nei divani sul prato e nelle sale country chic.

Ma torniamo al libro. Siamo nel IV secolo dopo Cristo, per la precisione ad Antiochia nel 363 d.C. e Flavio Claudio Giuliano, l’imperatore che cercò di restaurare il paganesimo (per questo motivo passato alla storia con il nome di Giuliano l’Apostata, ndr), sta per dare inizio alla campagna militare in Persia. Ma invece di pensare alla gloria e ai trionfi militari, Giuliano dà voce al suo animo più segreto in una serie di lettere inviate all’amico e maestro Libanio, nelle quali rievoca la giovinezza trascorsa in compagnia dell’amato fratello Gallo, la difficile e tormentata ascesa al ruolo di Cesare e poi di Augusto. Ai fatti storici, dunque, si unisce un carteggio abilmente creato dalla penna della scrittrice Giovanna Bettelli, profonda conoscitrice della storia romana e della filosofia. La conquista della Persia è, nel disegno di Giuliano, un modo per assicurare in futuro una pace duratura tra i popoli di Occidente e Oriente. Un sogno di unione che appartiene ai grandi conquistatori del passato, come Alessandro Magno. Una delle maggiori figure della storia, a cui Giuliano spesso aspira nelle proprie riflessioni. Tuttavia, anziché essere concentrato sulle strategie di guerra che gli propone il suo generale Procopio, l’imperatore Giuliano ripensa alla propria vita, alla sua tragica fanciullezza e soprattutto al fratello Gallo, morto nel 354 d.C. Per sfogare emozioni forti e contrastanti, dalla gioia alla malinconia, Giuliano scrive all’amico e maestro Libanio. In queste lettere Giuliano riattraversa il dramma che gli ha lacerato l’esistenza: lo sterminio della propria famiglia perpetrato dal cugino Costanzo II, che sedeva sul trono imperiale di Costantinopoli. Dal massacro furono risparmiati soltanto Giuliano e il fratello maggiore Gallo, poiché ritenuti piccoli e fragili, quindi non una minaccia per il potere. Pur lasciati in vita, i due fratelli vennero tenuti in esilio per lunghi anni. Dal dolore e dalla solitudine, dal senso di abbandono e dalla rabbia, Giuliano trova sollievo nello studio dei classici e della filosofia, soprattutto i neoplatonici, a cui lo indirizzano i suoi maestri. Il libro, quindi, è strutturato come un epistolario, anche se fino a un certo punto della narrazione le lettere sono inviate unicamente da Giuliano a Libanio; mentre poi a scrivere saranno Libanio e gli altri maestri. Abbiamo dunque un ribaltamento del punto di vista. Episodi e personaggi storici improvvisamente vengono tratteggiati in maniera assai differente rispetto allo sguardo univoco di Giuliano. È questo uno degli aspetti della narrazione che mi ha maggiormente colpito. Ma il libro è ricco di tanti altri spunti. I temi sono storici e allo stesso tempo universali. Il rapporto tra uomo e potere, la guerra per la pace… Non sono quanto mai attuali?

“L’imperatore Giuliano – spiega la scrittrice Giovanna Bettelli – potrebbe essere chiunque di noi poiché nei suoi entusiasmi e nelle sue fragilità così umane possiamo ritrovarci tutti”. Ma chi è stato veramente l’imperatore Giuliano, a cui spesso i libri di storia dedicano solo poche righe? Non vi resta che scoprirlo leggendo questo libro.

 

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