Il teatro è nell’acqua

Sulle colline di Scansano stasera, 25 aprile, l’occasione di vedere e partecipare all’anteprima di “Archeologia del coraggio”, opera acquatica ideata dall’attrice Elena Guerrini. Spettacolo che debutterà il 3 e 4 luglio in mare in prima nazionale al festival Inequilibrio a Castiglioncello, Livorno. A Sasseta Alta Agribenessere, come poi avverrà in estate al mare, la performer e gli spettatori staranno in acqua.

“Dammi l’acqua, dammi la mano, dammi la tua parola che siamo nello stesso mondo”. Con le parole della poetessa Chandra Livia Candiani inizia la performance poetica, emozionante, evocativa.

Elena, l’idea nasce da un tuo particolare legame con il mare? 

“L’acqua è la mia casa ideale. Come una archeologa ho scavato nella mia
scrittura e ho trovato parole che curano, parole mistiche, antiche e
rigeneranti, pronunciate o cantate appoggiando la bocca sulla superficie
dell’acqua o sotto l’acqua, immersa. Il testo è scritto a mano su tavole di
legno galleggianti ricoperte d’oro e d’argento, tavole create con le
emergency blanket, le coperte isotermiche che sono usate per proteggere dal caldo e dal freddo e che spesso vediamo addosso ai migranti che vengono dal mare. Il testo, che si sviluppa in modo olistico e circolare, tavola dopo tavola viene donato al pubblico diventando un oggetto galleggiante a cui aggrapparsi, come un amuleto, un talismano o una zattera”.

È uno spettacolo sui migranti?

“Non c’è un riferimento esplicito ai migranti. Il sottotesto si riferisce piuttosto alle migrazioni dell’anima, dei vari stati d’animo. Siamo tutti migranti e costeggiamo la vita”.

Ci saranno altre anteprime?

“Sì, in piscine e terme, da giugno anche al mare. L’agenda degli eventi sarà aggiornata sul mio sito”.

L’archeologia del coraggio è una sorta di coraggio antico?

“Il titolo si riferisce al coraggio che mostriamo da bambini. Da piccoli se qualcosa non ci va bene lo diciamo subito, senza rimuginare. Sarebbe bello recuperarlo in questa rinascita nell’acqua”.

È la tua prima prosa poetica. 

“È un lavoro molto profondo. I miei spettacoli finora sono stati quasi tutti narrativi: Orti insorti, Bella tutta, Alluvioni, Vie delle donne. Questa è la mia prima prosa poetica. Una biodanza in acqua con il pubblico che in alcuni momenti interagisce con me”.

L’acqua è rinascita.

“Qualche anno fa una psicoterapeuta mi disse di provare a festeggiare il mio compleanno vivendo una specie di rinascita nell’acqua. Ho pensato di far provare queste sensazioni, un ripartorirsi, anche ad altre persone. Sono nata a maggio e a giugno ho già assaggiato il mare. Terme e mare, fiumi e laghi sono una costante della mia vita per rilassarmi, per le vacanze. Lo spettacolo genera una situazione di rilassamento e libertà, favorendo una regressione a quando ci trovavamo nel liquido amniotico dell’utero materno”.

Un esperimento di teatro immersivo, che creerà connessioni anche con la musica. Elena Guerrini si conferma un’artista originale e poliedrica.

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