“Il basilico di Palazzo Galletti”: il ritorno della poliziotta Marò

È appena uscito il nuovo romanzo della scrittrice Giuseppina Torregrossa, “Il sanguinaccio dell’Immacolata” edito da Mondadori, e sono subito corsa a comprarlo. La copertina è proprio bella. Oltre al titolo e al nome dell’autrice siciliana compare la scritta Un’indagine di Marò Pajno. Dunque prosegue la serie di libri che ha la poliziotta Marò per protagonista. Avevamo conosciuto la commissaria in “Panza e prisenza”, Mondadori, 2012. Per poi vederla tornare ne “Il basilico di Palazzo Galletti”, Mondadori, 2018. Ed è di questo libro, che ho da poco finito di leggere, che adesso vi parlerò. Siamo a Palermo d’estate. I vestiti si appiccicano addosso per il caldo umido e in casa c’è poca acqua, razionata. Rimane solo invocare santa Rosalia perché conceda la pioggia. In questo avvincente romanzo, Marò Pajno deve indagare su un omicidio che coinvolge una delle famiglie più in vista della città. Situazione che la sottopone a forti pressioni dall’alto. Ma la poliziotta non si lascia intimidire. Con sempre più determinazione cerca il colpevole, scoperchiando la vita della vittima e delle sue conoscenze; ragionando e affidandosi anche alle proprie sensazioni fino a trovare ciò che conta: le prove.

Ammiro l’abilità di Giuseppina Torregrossa nel raccontare storie ma soprattutto relazioni tra donna e uomo. Marò è fidanzata con Sasà, anche lui “sbirro”. Però la passione, almeno quella di Sasà, sembra essere svanita. Si consola, anzi si giustifica dicendosi che pure il caviale viene a noia. Già perché Marò è bella, intelligente, sa essere seducente… Eppure i loro incontri si trasformano velocemente in sciarriate, litigi. Non si comprendono. Le loro voci viaggiano su frequenze diverse. Ognuno dei due guarda più a sé, ai propri desideri e esigenze, che all’altro. I tentativi di apertura rimangono vani.

Un esempio eclatante e divertente. Marò è sempre più appassionata di cucina, le piace sperimentare, rivisitare la tradizione con creatività. Si impegna molto per realizzare una cena prelibata, almeno nelle sue intenzioni, che possa addolcire Sasà. Ma lui invece è irritato da quello stravolgimento di sapori. Il punto di non ritorno è il gelato al cappero. È una conferma della distanza che si è creata fra di loro.

Ci sono molte figure di donne interessanti, oltre a Marò, da poco promossa a capo del gruppo antifemminicidio. Giulia, dalla pelle di luna, vive a Palazzo Galletti. Nei suoi balconi prospera il basilico in tutte le sue varietà perché ne è ghiotta. Marina è la sua amica più cara. Amica o qualcosa di più? Mentre Maria, la “buttana” è la sua unica vicina di casa. A dar sostegno a Marò nell’indagine non ci sarà Sasà ma un’altra donna coraggiosa, il pm Palumbo. Insieme a Marò seguiamo le possibili piste mentre i palermitani si godono il Ferragosto al mare. La trama è intrigante e la narrativa di Giuseppina Torregrossa conferma tutta la sua meravigliosa seduzione. Adesso posso immergermi nel nuovo romanzo e mi aspetto di vedere presto Marò in una serie tv.

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