“Alberto racconta Sordi”, la biografia che mancava

La giornalista e scrittrice Maria Antonietta Schiavina ha raccolto i racconti di vita del grande attore nella sua veste privata

Il libro “Alberto racconta Sordi”, Mondadori 2020

Mentre leggo la vedo scendere dal taxi per entrare nell’ufficio del grande attore, in via Emilia 47 a Roma. Me li immagino insieme in queste lunghe chiacchierate intervallate dalle risate di Albertone. La giornalista e scrittrice Maria Antonietta Schiavina ha avuto l’onore di essere scelta da Alberto Sordi per delle interviste a cadenza settimanale di oltre un anno che avrebbero portato alla stesura di una biografia. Quelle conversazioni registrate e trascritte sono adesso raccolte nel libro “Alberto racconta Sordi” pubblicato a maggio 2020 da Mondadori. Schiavina lo ha curato per la Fondazione museo Alberto Sordi, che inaugurerà appena possibile il museo nella villa dell’attore.

Maria Antonietta Schiavina, giornalista e scrittrice

Sordi, attore indimenticabile, molto amato, ha lasciato trasparire poco della propria vita personale. È sempre stato attento alla sua privacy. Ma con Maria Antonietta Schiavina si è lasciato andare al racconto di sé, della famiglia, degli amori, del cinema, di qualche rimpianto. Si è fidato di lei. E ha fatto bene. L’autrice infatti ci regala una splendida biografia, cristallina, che non cede mai al pettegolezzo pruriginoso. “Questa lunga intervista — dice Schiavina nella prefazione — è diventata l’ultima testimonianza, lo sguardo finale a una vita lunga e piena. Il sigillo definitivo che Sordi, da uomo superstizioso, temeva, facendo le corna all’idea di una biografia in vita. È il testimone che ha voluto affidare a me, donandomi la sua voce, quella dell’Albertone attore, ma soprattutto dell’Alberto uomo, che molti hanno tentato invano di raccontare. E che alla luce di tante polemiche e tante bugie si può sintetizzare nella celebrata frase del marchese del Grillo: «Io so’ io e voi nun siete un cazzo!»”.

Quanti flirt sono stati attribuiti a Sordi? Una infinità. Ma lui, l’eterno fidanzato, non si è mai sposato. Marito e padre lo è stato solo sul set. In casa Sordi le donne non sono mai mancate e sono state sempre considerate il “pezzo forte” della famiglia.

Mia madre, Maria Righetti, era elegante nel portamento e nei modi. Metteva in tutto ciò che ruotava intorno a lei grande serenità. Dolce, ma anche molto decisa e forte. È stata per tutti, ma soprattutto per me che ero l’ultimo nato, una presenza molto importante, che mi ha “accompagnato” con amore senza mai soffocarmi o impormi la sua personalità e senza mai pretendere che io seguissi una strada piuttosto che un’altra. Le altre donne davvero importanti della mia vita sono state le mie sorelle Savina e Aurelia.

Sul lavoro rivela di aver collaborato più volentieri con le donne che con gli uomini: Tatiana Morigi, montatrice cinematografica; Bruna Parmesan, la sua costumista preferita; Maria Ruhle, il suo ufficio stampa storico, nonché agente e amica. A Maria è poi subentrata Paola Comin, che già da anni era la sua aiutante. Annunziata Sgreccia, la sua fedele segretaria. La famiglia di appartenenza e la casa sono un rifugio.

Per uno come me, che ha sempre visto solo il lavoro e che, per lavoro, si è spostato in tutto il mondo, la casa diventa l’unico rifugio in cui nascondersi agli occhi indiscreti e in cui riposare finalmente in pace.


Sordi, di cui il 15 giugno 2020 ricorrono i 100 anni dalla nascita, racconta tutto “senza pudore ma con l’obbligo della discrezione”. Racconta della sua meravigliosa famiglia, che solo il tempo riesce a sbriciolare e da cui non vorrà mai separarsi. Racconta di una Roma incantata e di un’Italia piena di speranza in cui lui già bambino si fa notare per le incredibili doti canore. E poi gli amori: tanti, romantici ed elegantemente sottratti alla becera fame di scoop dei rotocalchi dell’epoca. I rapporti belli e artisticamente fruttuosi con gli altri grandi della sua epoca, da Fellini alla Mangano, a De Sica. I successi dei suoi film che sono pietre miliari della cultura popolare italiana. E ancora tante riflessioni private sui temi dell’esistenza, la fede, la morte, l’amore per gli italiani, tutti argomenti che lui stesso ha descritto al cinema come nessun altro mai. “Alberto racconta Sordi” è un libro affascinante, che si legge tutto d’un fiato.

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