I delitti del BarLume, la storia nella storia durante le riprese all’Isola d’Elba

A Marciana Marina il set della ottava serie tv, sempre per la regia di Roan Johnson, tratta dai romanzi di Marco Malvaldi

Il primo ciak della ottava edizione a fine giugno 2020

È una storia nella storia a prendere vita dai racconti e dalle foto che compaiono sui social, soprattutto Instagram, durante le riprese della serie tv “I delitti del BarLume”, per la regia di Roan Johnson. Nel delizioso borgo di Marciana Marina a giugno, in riva al mare, è venuto su dal nulla il bar, quello dove “i bimbi” (gli attori Marcello Marziali, Atos Davini, Massimo Paganelli) si ritrovano a giocare a carte, confabulare, inventare scherzi e a cercare di scoprire il colpevole dei delitti. Dietro al bancone il Viviani (Filippo Timi) e la Tizi (Enrica Guidi), come cane e gatto, e Marchino (Paolo Cioni) con i suoi cocktail strabilianti. È la ottava edizione della serie tratta dai romanzi di Marco Malvaldi, i libri blu Sellerio. Quella che sulla carta è l’immaginaria cittadina toscana di Pineta, nella finzione filmica diventa Marciana Marina, all’Isola d’Elba, dove da fine giugno e tuttora sono in corso le riprese dei nuovi episodi che saranno trasmessi su Sky in inverno, successivamente in chiaro su Tv8. Si tratta infatti di una produzione Sky Cinema e Palomar. La macchina da presa si sarebbe dovuta accendere in primavera, con condizioni ideali per girare, meno turisti, aria fresca, bel tempo. Ma la primavera 2020 l’abbiamo trascorsa in pieno lockdown, chiusi in casa. Le riprese si sono dunque spostate in estate, tenendo comunque conto di tutte le norme di sicurezza per evitare il contagio. Tutti gli attori sono stati sottoposti al tampone e dietro le quinte non si può fare a meno delle mascherine.

Come saranno stavolta i rapporti tra l’acuto e sexy barista investigatore Viviani e il commissario Vittoria Fusco?

L’attrice Lucia Mascino e il regista Roan Johnson

La poliziotta interpretata da Lucia Mascino è una donna decisa, affascinante, ironica e intelligente. Viviani Timi le fornisce spesso utili spunti per portare avanti le indagini. La loro sintonia ha avuto momenti di forte passione. “Se me lo avessero detto due mesi fa – dice Lucia Mascino – non ci avrei creduto. E invece grazie alla tenacia di questo ragazzo con gli occhiali scuri (il regista Roan Johnson, ndr) eccoci qui, immancabilmente all’Elba!”.

Fresi e Guzzanti in una pausa sul set (foto Instagram, profilo Fresi)

A partire dalla quinta stagione si sono aggiunti altri due pezzi forte al cast, Stefano Fresi (il suo personaggio si chiama Beppe ed è il fratellastro di Massimo Viviani) e Corrado Guzzanti nelle vesti dell’assicuratore veneto Paolo Pasquali. A far sclerare la Fusco ci pensano spesso gli agenti Cioni (Daniele Marmi) e Govoni (Guglielmo Favilla) che non brillano certo per acume investigativo. A tenere il fiato sul collo della Fusco durante le indagini è spesso Gianluigi Maria Tassone alias l’attore Michele Di Mauro, commissario straordinario di Pineta, poi questore.

Alessandro Benvenuti davanti al BarLume (foto Instagram, profilo Benvenuti)

Capobanda dei pensionati detective è Emo Bandinelli, il fantastico Alessandro Benvenuti. “Dal 22 febbraio non recitavo. Non ero più un attore – scrive Alessandro Benvenuti sul suo profilo Instagram – ma una pausa in vita. A un certo punto mi ero convinto anche che poteva bastare così. Quello che ho fatto ho fatto…. Il resto sarà degli altri. Mai provata una sensazione simile. Il mondo è di chi resta. A loro i nuovi problemi e le ulteriori sfide. E poi son restato anch’io. E se resti ti tocca ricominciare”. “Sette anni fa – racconta Alessandro Benvenuti su Instagram – Roan Johnson mi volle in pianta stabile nel cast del Barlume restituendomi quella visibilità cine televisiva che avevo perso da molti anni. Per il grosso pubblico il teatro è una sorta di dimenticatoio, soprattutto se un attore fa quello e basta. Quindi io me ne stavo, diciamo, confinato in questo sacro dimenticatoio, destinato (forse?) a perdere via via col passare delle stagioni quel credito di pubblico faticosamente costruito in tanti anni di appassionata militanza. E poi, un bel giorno, arrivò Roan Johnson che oggi pubblicamente voglio ringraziare. In più, da qualche tempo, si fida di più di Emo. E questo è proprio bello. All’inizio ci ho messo un po’ a carburare perché recitare nel cinema non è la stessa cosa che in teatro e io ero un po’ arrugginito e forse anche intimidito dalla cinepresa davanti alla quale non stavo più da anni”.

Marchino con gli agenti Cioni e Govoni

Nato da madre materana e padre londinese, Roan è cresciuto a Pisa. Ha 45 anni e da 19 vive a Roma. Muove i suoi primi passi nel cinema con la sceneggiatura di “Ora o mai più” e prosegue scrivendo per la tv “Il commissario De Luca”, fiction tratta dai romanzi di Carlo Lucarelli. Arrivano poi “La strana coppia”, sitcom con Luca e Paolo, e la serie “Raccontami”. Il debutto da regista avviene nel 2006, con l’episodio “Il terzo portiere”, protagonista Valerio Mastandrea e contenuto in “4-4-2 Il gioco più bello del mondo”. Nel 2011 dirige il suo primo lungometraggio, “I primi della lista”, con protagonista Claudio Santamaria. Il 2014 è l’anno di “Fino a qui tutto bene”: il film viene presentato in anteprima al Festival di Roma, dove ottiene il premio Cinema Italia, e arriva nelle sale a marzo 2015.
L’anno dopo è in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con il film “Piuma”. Il legame tra i libri blu Sellerio e il cinema si deve anche alle opere del maestro Andrea Camilleri. I romanzi “La stagione della caccia” e “La concessione del telefono” diventano film per la regia proprio di Roan Johnson.

Il BarLume costruito a Marciana Marina, Isola d’Elba

E la risposta del regista al post di Benvenuti non si è fatta attendere: “Il Benve ha scritto un post molto commovente per ringraziarmi. Voi però non ascoltatelo. Quando mi chiamarono per la seconda stagione del Barlume, pensai che il cuore pulsante del mondo di Malvaldi (i bimbi) avevano bisogno di un capobanda che facesse molto ridere ma anche da metronomo, capocoro, amorevole scudisciatore. C’era una persona che poteva unire queste rare doti e si dava il caso che io ne fossi un grande fan. Gli dissi: Benve, aiutami! Vieni a fare il regista a centrocampo, tu sarai il nostro Pirlo nazionale. E lui, per mio grande onore e sommo gaudio di tutti, accettò. Ed è da quel momento che sono io che lo ringrazio”.

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