La “struggenza” di Lolita mi prenderà guardando Montalbano

Il commissario Montalbano torna in tv con il film “Il metodo Catalanotti” tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri

Una parola mi ha colpito mentre guardavo “Le indagini di Lolita Lobosco”: la struggenza. È quella che, lo so, mi prenderà guardando “Il metodo Catalanotti”. Il libro, con lo stesso titolo del film tv in onda in prima serata su Rai1 lunedì 8 marzo, è stato pubblicato da Sellerio editore nel 2018. Camilleri era ancora di questa terra, ogni anno arrivava puntuale il suo nuovo “Montalbano”, potevo incontrarlo d’estate a Santa Fiora, il suo impegno civile aveva sempre uno sguardo illuminante sulla vita. Anche se non è l’ultimo romanzo con protagonista il commissario Montalbano probabilmente è l’ultimo film che vedremo. Almeno per adesso lo è. E la malinconia aumenta. Confesso che non ho ancora finito di leggere “Riccardino”, eppure l’ho comprato appena è uscito e sta ancora là sul mio comodino.

Il film “Il metodo Catalanotti”, per la regia di Alberto Sironi e Luca Zingaretti, è una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti, Nora Barbieri e Nicola Serra con Max Gusberti. Ad affiancare Luca Zingaretti (che adesso ha la moglie vicequestore del commissariato di Bari: Luisa Ranieri è la grintosa Lolita Lobosco nella serie tv ispirata ai romanzi di Gabriella Genisi, Sonzogno editore) nel ruolo del commissario Salvo Montalbano ritroveremo il gruppo di attori che ha reso negli anni “Montalbano” un cult: Cesare Bocci nei panni del vice Mimì Augello, Peppino Mazzotta in quelli del braccio destro Fazio, Angelo Russo alias l’agente Catarella e Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia, l’eterna fidanzata di Salvo.

«Carmelo Catalanotti, vigatisi, dicemo cinquantino, e di misteri…».

E ccà la fìmmina s’ammutolì.

«Di misteri…?» arripitì Montalbano.

«E questo è il busillisi, commissario mio. In apparenza pariva che non faciva nenti…».

Luca Zingaretti interpreta il commissario Salvo Montalbano

Il commissario indaga sull’omicidio di un cinquantenne di Vigata, Carmelo Catalanotti, ucciso con una coltellata al petto. Ma quest’ammazzatina, anche solo per la strana compostezza della salma e l’assenza di sangue, presenta subito qualcosa di misterioso. Montalbano scopre che l’uomo era uno strozzino: si potrebbe quindi pensare che a ucciderlo sia stato un debitore, ma troppi aspetti della vicenda non tornano. Il commissario deve scavare nella vita della vittima. Catalanotti non era solo un usuraio, era anzitutto un fervente e originale artista di teatro, anima e fondatore della Trinacriarte, compagnia di teatro amatoriale di Vigàta. Ma il metodo Catalanotti, che prevedeva la necessità di lavorare sull’attore in maniera anche estrema, poteva risultare crudele e sadico. “Uno Stanislavskij corretto, rivisto e modernizzato”.

Intanto l’arrivo di una nuova giovane collega, la responsabile della scientifica Antonia Nicoletti (interpretata da Greta Scarano) scuote profondamente Montalbano che perde il suo abituale autocontrollo. Sarà colpa delle vicchiaglie?

Era ‘na trintina àvuta, sicca, capiddri ricci ricci e tagliati curti. L’occhi parivano dù fissure longhe che partivano da un naso pirfetto. Appena la vitti il commissario provò ‘na speci di strizzunata alla vucca dello stommaco”.

Come scrive il critico letterario Salvatore Silvano Nigro: “Possente romanzo dedicato alla passione per il teatro (che è quella stessa dell’autore) e alla passione amorosa”. A complicare questo già non facile caso ci si mette l’incorreggibile Mimì Augello che, nel tentativo di sfuggire al marito cornuto della sua ennesima amante, si imbatte in un cadavere che sorprendentemente non riesce più a ritrovare.

Nel romanzo Camilleri affronta anche drammatici temi di attualità come la crescente disoccupazione. Livia è una presenza evanescente, tra malinconia e rimpianti, in questo capitolo della vita di Montalbano. A deliziare il palato del commissario ci pensa Adelina con la pasta incasciata e altri piatti siciliani da gustare nella veranda sul mare della sua casa di Marinella, che nella realtà si trova a Punta Secca, in provincia di Ragusa. Villetta affacciata sul blu diventata tappa di tour turistici provenienti da tutto il mondo. Spiaggia dove ho conosciuto il mare da bambina.

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