“Intarsi danteschi”, uno sguardo angloamericano nel settecentenario del Sommo Poeta

Il convengo internazionale si terrà venerdì 1 e sabato 2 ottobre a Firenze: incontri in presenza e in streaming

Il settecentenario dantesco si arricchisce di un nuovo sguardo, quello angloamericano. Il convegno internazionale “Intarsi danteschi”, organizzato dall’associazione culturale Il Palmerino, si articola in tre incontri: venerdì 1 ottobre alle 10 nella sala del Gonfalone, Palazzo del Pegaso, in via Cavour a Firenze; venerdì 1 ottobre alle 15.30 nella sala Fiamma Ferragamo, The British Institute of Florence Palazzo Lanfredini, sul Lungarno Guicciardini a Firenze; sabato 2 ottobre alle 9.45 alla Colonica di Villa Il Palmerino, via del Palmerino a Firenze. Gli interventi si potranno seguire via streaming in diretta online (per avere il link di accesso occorre registrasi a associazione@palmerino.it). Il comitato scientifico del convegno è composto da Serena Cenni, Elisa Bizzotto, Stefano Maria Evangelista. L’associazione culturale Il Palmerino, che ha sede nella omonima villa, è da molti anni impegnata nella valorizzazione e nella divulgazione del patrimonio culturale a Firenze tra Ottocento e Novecento e, fin dalla sua costituzione nel 2008, ha promosso una molteplicità di iniziative connesse, in parte, ai legami di stima e di amicizia che Vemon Lee – la famosa scrittrice lì vissuta per oltre quarant’anni (1889-1 935) – era riuscita a intrecciare con artiste e artisti internazionali che la frequentavano attirati dal suo talento, dalla sua erudizione e dal suo straordinario potere dialettico. Tra i nomi più noti che si erano avvicendati nel suo salotto vi erano intellettuali di grande rilievo come Henry James, Edith Wharton, Anatole France, Oscar Wilde, John Singer Sargent, Bemard Berenson e, tra gli italiani, Gabriele D’Annunzio, Enrico Nencioni, Carlo Piacei, Pasquale Villari, Angelo de Gubematis, Mario Praz, Telemaco Signorini.

Ma alla Villa Il Palmerino, tra il 1889 e il 1896, era vissuto anche Eugene Lee-Hamilton, il fratello di Vemon Lee, figlio di primo letto della madre della scrittrice, che si era creato una notevole fama come autore di sonetti, sull’onda degli scritti e della filosofia del ‘maestro’ dell’Estetismo inglese, Walter Pater. Eugene Lee-Hamilton, negli anni Settanta dell’Ottocento giovane e promettente attaché
all’ambasciata inglese di Parigi, aveva dovuto abbandonare la carriera diplomatica per
l’insorgere di un’improvvisa paralisi agli arti inferiori che lo aveva costretto a tornare a Firenze nel
1878, per essere accudito dalla madre e dalla sorella che, nel frattempo, si stava affermando come
autrice di eruditi testi di musica, filosofia, estetica. Invalido per diciotto anni, ma intellettualmente
sensibile e creativo, Eugene ritagliò per sé l’ambito della poesia producendo innumerevoli sonetti e
godendo, tra gli altri, dell’apprezzamento di Oscar Wilde, in visita al Palmerino nel 1894,
proprio per fare la sua conoscenza. Oltre alle raccolte di sonetti, nel 1898 Eugene Lee-Hamilton aveva dato alle stampe a Londra, per i tipi dell’editore Grant Richards, una sua traduzione dell’Inferno e aveva portato a compimento la traduzione del Purgatorio. Proprio dall’esistenza della sua traduzione annotata dell’Inferno (The Inferno of Dante. Translated with plain notes by Eugene Lee-Hamilton, come recita la versione inglese), è nata l’idea di celebrare il settecentenario della morte del grande poeta riunendo idealmente a Eugene, alla Villa Il Palmerino e a Firenze, quel gruppo di artisti britannici e americani per i quali Dante e le sue opere furono, nell’Ottocento, un’intensa fonte di ispirazione. Gli anni in cui era attivo il salotto del Palmerino coincidono, infatti, con un periodo di interesse verso l’opera dantesca senza precedenti nel mondo anglosassone, caratterizzato fra l’altro da un notevole intensificarsi di tentativi di traduzione in lingua inglese: dalla prima traduzione integrale della Comedìa nel 1802 ad opera dell’irlandese Henry Boyd, alla celebre versione di H.F. Cary (1814) ristampata più volte, alla traduzione dell’Inferno ad opera di John Aitken Carlyle, fratello del celebre scrittore Thomas Carlyle, apparsa intorno alla metà del secolo, fino a giungere a quella del Purgatorio di C.L. Shadwell, e a Lee-Hamilton, nel 1898. L’intento del convegno “Intarsi danteschi”, che è al contempo internazionale e multidisciplinare, è quello di riunire a Firenze un gruppo di studiosi – dantisti, anglisti, storici dell’arte e comparatisti – in grado di investigare con rigore scientifico le molteplici sfaccettature testuali attraverso le quali l’ispirazione e gli influssi danteschi, le ibridazioni e trasmigrazioni artistiche e culturali incentrate sull’opera del poeta fiorentino, si sono manifestate in ambito angloamericano. L’intervallo temporale considerato inizia con l’età romantica e si snoda lungo tutto l’Ottocento e il primo Novecento, periodi privilegiati nel rapporto di Firenze e la Toscana con il mondo anglosassone.

Venerdì 1 ottobre

I SESSIONE ore 10
Consiglio regionale della Toscana
, Sala del Gonfalone,
Palazzo del Pegaso – via Cavour 4, Firenze
Saluti
Antonio Mazzeo – Presidente del Consiglio regionale della Toscana
Introduce e presiede: Serena Cenni
Stefano Maria Evangelista (Trinity College – Università di Oxford) L’Inferno
di Eugene Lee-Hamilton
Francesco Marroni (Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara) La versione di Carlyle: Dante e il romanzo vittoriano
Francesca Castellani (Università IUAV di Venezia) Lemmi figurativi danteschi: ricorrenze nell’arte del XIX secolo
Claudia Corti (Università di Firenze) Blake e Dante nell’Inferno fiorentino, a caccia di ladri
Loretta Innocenti (Università di Venezia – Ca’ Foscari) Di centenario in centenario: ‘La profezia di Dante’ di Lord Byron

II SESSIONE ore 15.30
Sala Fiamma Ferragamo, The British Institute of Florence
Palazzo Lanfredini, Lungarno Guicciardini 9
Presiede: Giovanna Mochi
Alex Roger Falzon (Università di Siena) Shelley, Keats & Dante
Enrichetta Soccio (Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara) ‘La Beatrice di Dante’ di Gabriele Rossetti: ritratto di donna
Susan Payne (Università di Firenze) Found in Translation: D.G.Rossetti’s Translating of Dante’s ‘Vita Nova’
into English
Joseph Luzzi (Bard College – New York) Adventures in inglese: Longfellow’s ‘Commedia’ and Its Legacies
Mario Domenichelli (Università di Firenze) Dante e i Preraffaelliti

Sabato 2 ottobre

III SESSIONE ore 9.45
La Colonica di Villa Il Palmerino, via del Palmerino 6
Presiede: Elisa Bizzotto
Laura Desideri (già direttrice Biblioteca Gabinetto G.P. Vieusseux) Lettori e traduttori di Dante al Vieusseux
Silvio Balloni (studioso indipendente – Firenze) La collezione dantesca del Barone Seymour Stocker Kirkup: notizie inedite e riscoperte
Alessandro Gentili (James Madison University – Firenze) Ugolino nell’ ‘Inferno’ di Eugene Lee-Hamilton
Lene Østermark-Johansen (Università di Copenhagen) “Galeotto fu il libro”: Depicting Paolo and Francesca and the Dangers of Reading in Nineteenth-Century Art
Angelo Maria Mangini (Università di Bologna) Strange Meetings: incontri danteschi nella poesia di Wilfred Owen.

Il convegno internazionale è organizzato dall’associazione culturale Il Palmerino, in collaborazione con il Consiglio regionale della Toscana e del British Institute of Florence, con il patrocinio del Gabinetto Vieusseux.

Professoressa Serena Cenni:

“Partendo dalla figura di Eugene Lee-Hamilton, con questo convegno miriamo a dare una visione multiprospettica e polifonica della presenza e influenza dantesca su artisti angloamericani, in gran parte vissuti a Firenze. Un convegno multidisciplinare che coinvolge non solo anglisti ma storici dell’arte, dantisti e comparatisti in grado di investigare con rigore scientifico le molteplici sfaccettature testuali attraverso le quali l’ispirazione e gli influssi danteschi, le ibridazioni e trasmigrazioni artistiche e culturali incentrate sull’opera del poeta fiorentino si sono manifestate in ambito angloamericano”.

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