La serie è tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni e prodotta da Palomar
Grande suspense nella serie “Sara – La donna nell’ombra”, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, editi da Rizzoli. Le protagoniste sono Teresa Saponangelo nel ruolo di Sara, ex agente dei Servizi segreti che torna in azione per la morte sospetta del figlio, e Claudia Gerini, che veste i panni della collega Teresa, ancora in attività, che le tende una mano per risvegliarla dall’abbandono a cui si è condannata. Prodotta da Palomar – per intendersi quella di “Montalbano”, “Makari”, “Il conte di Montecristo”, solo per citarne alcune – è balzata subito tra le serie più viste su Netflix a livello mondiale. Mentre scrivo si colloca al terzo posto. L’atmosfera thriller si insinua subito nella trama che mi ha completamente rapita tanto da desiderare di guardare tutti gli episodi di seguito, ma mi sono trattenuta per gustarli lentamente. Mi succede anche con un libro, quando mi piace tanto vorrei leggerlo tutto d’un fiato ma poi mi rammarico di esserne privata in breve tempo. In primo piano ci sono le indagini, che portano lo spettatore a fare ipotesi, a congetturare proprio come deve avvenire con un buon giallo, un giallo che funziona.
La serie crime diretta dal regista Carmine Elia, composta da sei episodi, ha la profondità psicologica e i dialoghi significativi, dove ogni parola è necessaria, che ci fa riconoscere la firma di Maurizio de Giovanni, scrittore che ha dato vita ad altre saghe che dalle pagine dei libri sono finite sul piccolo schermo: “Il commissario Ricciardi”, “Mina Settembre”, “I Bastardi di Pizzofalcone”.

Capelli brizzolati, aspetto trasandato, Sara vive nell’oblio. Ha abbandonato i Servizi segreti dopo la morte dell’uomo che amava, e che era stato il suo capo, la persona che l’aveva introdotta in quel mondo in cui lei e la collega Teresa si sono tanto distinte per la loro bravura. Una telefonata nel cuore della notte la fa alzare di soprassalto dal letto dell’hotel squallido in cui sopravvive. Suo figlio è morto. Si è buttato in mezzo alla strada, dice l’uomo che lo ha investito. Ma questa ipotesi non la convince. Pur nel colmo del dolore, Sara ritrova la lucidità delle sue capacità investigative e, per indagare approfonditamente, contatta Teresa. L’esigenza di sapere la verità riporta in vita Sara, che capisce quanto tempo ha perso nel suo auto-esilio. Sarà poi Teresa ad avere bisogno dell’amica collega per far luce sulla sparizione di una sua fidata spia, Sergio, interpretato da Erasmo Genzini, che ha già dato prova della sua bravura in altre serie e a teatro. Non trovandosi più in servizio, Sara ha bisogno di appoggiarsi a un poliziotto, Pardo (alias Flavio Furno) ed è qui che nasce la strana coppia che a colpi di sarcasmo diventa sempre più affiatata. Nel cast anche Chiara Celotto che interpreta Viola, la compagna del figlio di Sara; Carmine Recano, nel ruolo del perduto amore della protagonista; Antonio Gerardi, il politico Tarallo in campagna elettorale; Giacomo Giorgio, l’agente di Polizia Ciro Musella. Scorrendo gli episodi saltano fuori altri volti noti come Peppino Mazzotta.
Teresa Saponangelo, vincitrice del David di Donatello per la Miglior attrice non protagonista nel film “E’ stata la mano di Dio” di Sorrentino, si cala alla perfezione nel ruolo di Sara. Sentiamo il suo dolore, la fatica di ricominciare, di colmare i vuoti lasciati dalle persone che il destino le ha portato via, seguiamo i suoi ragionamenti, ammiriamo le sue tattiche e la sua ironia.
La storia si muove tra le strade di Napoli, il lungomare, le apparizioni del Vesuvio, i cantieri edili, entrando in bellezze senza tempo come il museo Donnaregina.