“Domani, domani” nel Salento di Francesca Giannone

Il secondo romanzo della scrittrice che ha esordito con “La portalettereci porta in una fabbrica di sapone

Il passaparola con i libri funziona e una prova ne è il grande successo del romanzo d’esordio di Francesca Giannone, “La portalettere”, vincitore del Premio Bancarella 2023, con centinaia di migliaia di copie vendute. Anche nel mio caso, la scelta di comprare un libro dell’autrice salentina arriva dal consiglio di un amico, lettore forte come si usa dire. Il passaparola però stavolta riguarda il secondo romanzo di Francesca Giannone, “Domani, domani”, pubblicato sempre dalla casa editrice Nord.

Immergiamoci adesso nella storia. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, in un piccolo paese del Salento con un importante saponificio di proprietà della famiglia Rizzo. Agnese e Lorenzo, nipoti del fondatore della fabbrica, sin da piccoli sono ammaliati da questa attività e sognano con orgoglio il loro futuro di eredi. Si impegnano già da giovanissimi a imparare tecniche e apportare tocchi creativi dalle profumazioni alla grafica pubblicitaria.

L’armonia familiare però va in frantumi quando il padre di Agnese e Lorenzo vende il saponificio dei propri genitori, ormai scomparsi, per seguire i propri sogni nel campo della nautica. Fratello e sorella si trovano di fronte alla decisione del padre per loro ingiusta e inspiegabile, arrivata all’improvviso senza nemmeno un confronto. E la difficoltà di comunicazione e comprensione è uno dei temi centrali del romanzo.

Di fronte a questa nuova situazione, le reazioni sono opposte. Agnese, spaesata, decide di rimanere a lavorare nel saponificio, in cui da proprietaria passa, almeno in un primo momento, a semplice impiegata; mentre Lorenzo, mangiato dalla rabbia, si allontana dalla famiglia per seguire un progetto vendicativo: trovare i soldi per ricomprare la fabbrica. Questa lacerazione familiare non coinvolge soltanto il rapporto tra genitori e figli ma anche fra sorella e fratello. Ognuno dei due fa una scelta, tracciando un altro domani.

Sono le canzoni, come “Nel blu dipinto di blu” di Modugno e i film della commedia italiana nonché i grandi classici di Hitchcock a creare l’atmosfera del periodo storico in cui è ambientato il romanzo. E lo stile del libro, scorrevole e ricco di dialoghi, sembra già la sceneggiatura pronta per un film. Francesca Giannone, del resto, dopo la laurea in Scienze della comunicazione, ha studiato al Centro sperimentale di cinematografia.

Seguendo le competenze tecniche e l’estro di Agnese conosciamo l’arte della creazione dei saponi in tutto il suo fascino; attraverso i suoi occhi ingenui osserviamo i primi amori, i conflitti tra amiche e le lotte sindacali. Mentre Agnese crescendo sviluppa consapevolezza di sé, di ciò che è e vuole dalla vita, Lorenzo regredisce a uno stato ferino finendo col ferire tutte le persone che gli vogliono bene. In rabbia e vendetta non c’è pace né evoluzione.

Questo romanzo mi ha fatto buona compagnia, facendomi conoscere anche un settore di cui non sapevo quasi nulla. Quindi il passaparola continua con me che ne consiglio la lettura.

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