Carver, i racconti senza i tagli dell’editor

Quanto un editor può modificare un testo, migliorarlo o addirittura stravolgerlo? Un caso eclatante è quello dello scrittore americano Raymond Carver e del suo editor Gordon Lish. “Principianti” (“Beginners”) è la seconda raccolta di racconti di Carver, pubblicata nel 1981, che però è nota con un altro titolo, ovvero “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” (“What we talk about when we talk about love”). Gordon Lish, l’editor a cui Carver era devoto perché lo aveva portato al successo con la sua prima raccolta di racconti, della seconda tagliò più del cinquanta per cento, cambiando anche titoli e finali. Grazie a delle lettere sappiamo che Carver avrebbe voluto che fosse pubblicata la versione originale; così non avvenne. Ma il suo desiderio è stato in seguito realizzato. Adesso possiamo leggere entrambe le versioni, pubblicate da Einaudi, con la traduzione di Riccardo Duranti.

Raymond Carver aveva dedicato “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” a Tess Gallagher nel 1981 con la promessa che un giorno avrebbe ripubblicato i racconti nella loro interezza. La morte prematura a 50 anni, nel 1988, non gli ha permesso di mantenere la promessa. Da allora, con il costante incoraggiamento di Tess Gallagher, William L. Stull e Maureen P. Carroll dell’università di Hartford hanno cercato di restituire la forma originale di “Principianti”. Diciassette racconti che non sembrano avere bisogno di nessun taglio.

Dunque Carver sarebbe considerato uno scrittore minimalista anche senza le riduzioni dell’editor? Probabilmente sì.

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