Di narrativa breve si parla di rado, almeno in Italia. I racconti sono snobbati da molte case editrici, magari perché non hanno la stessa possibilità dei romanzi di raggiungere grandi numeri nelle vendite. Eppure, in un tempo in cui l’attenzione si riduce e la velocità si espande, non dovrebbero prosperare i racconti? In altre culture, ad esempio in quella britannica e angloamericana, le short stories hanno sempre avuto grande importanza. Basti pensare a James Joyce con i “Dubliners”, spesso studiati anche a scuola, e a Ernest Hemingway.
Ed è proprio citando Joyce che a Capalbio Libri lo scrittore Gianluigi Ricuperati ha introdotto l’incontro “Aspesi readings”, in cui si sono alternate le voci dell’autrice Sonia Lisco e dell’attrice Linda Messerklinger. La ventesima edizione del festival, realizzato da Zigzag di Andrea Zagami, ha dedicato una serata alla narrativa breve ospitando il circolo di lettura “Aspesi readings”. Una conversazione, alternata a letture, per riflettere su come la brevità possa diventare una delle forme più profonde della scrittura contemporanea. Breve, infatti, non significa di minor valore né, come ha sottolineato Sonia Lisco, riassumere, dare una sintesi al lettore. Può sembrare più facile progettare una stanza anziché una casa o addirittura un’intera città, per riprendere la similitudine offerta da Ricuperati, ma di fatto non lo è. In fondo, poco importa quale sia la forma più semplice o difficile, perché ogni scrittrice e scrittore ha una sua andatura naturale, pur potendo eccellere sia nel romanzo che nel racconto.
Durante la serata capalbiese, Linda Messerklinger ha letto brani tratti da tre libri, che sono stati poi commentati da Lisco e Ricuperati: “Ottaedro” di Julio Cortázar (Einaudi), “Che ci faccio qui?” di Bruce Chatwin (Adelphi) e “Sono il fratello di XX” di Fleur Jaeggy (Adelphi). La platea dell’anfiteatro Il Leccio di Capalbio è stata coinvolta in tre differenti stili, musicalità, in un crescendo di emozioni. È emerso in tutta la sua grandezza il potere della scrittura, di portarci in luoghi dove non siamo mai stati o che conosciamo ma con un nuovo punto di vista, di rivelarci storie che assorbono la nostra attenzione spesso rubata invano dal nulla. Il circolo di lettura ideato da Aspesi, storico partner di Capalbio Libri, ha trasformato per tutta l’estate lo store del marchio di moda di Torino in luogo dedicato alla narrativa. Conversazioni aperte, letture condivise, approfondimenti. Spero che la short story trovi spazio anche nella prossima edizione del festival, presentato dall’attrice e autrice Marta Mondelli, rimasta estasiata dai racconti che hanno preso vita nell’anfiteatro. È una gioia quando torni a casa portandoti addosso parole e sensazioni – nel mio caso anche un grillo in testa – che lentamente decantano, generando nuova creatività.